Ecososteniblità dell’anima: servono ingegneri per progettare sogni

Ha scritto Franco Arminio, nel suo Geografia commossa dell’Italia interna: “Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, di gente che sa fare il pane, di gente che ama gli alberi e riconosce il vento.
Più che l’anno della crescita, ci vorrebbe l’anno dell’attenzione.
Attenzione a chi cade, attenzione al sole che nasce e che muore, attenzione ai ragazzi che crescono, attenzione anche a un semplice lampione, a un muro scrostato.
Oggi essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere, significa rallentare più che accelerare, significa dare valore al silenzio, al buio, alla luce, alla fragilità, alla dolcezza.”CC 2014.04.30 Rinascere 001Questa frase mi ha indotto a rileggere l’articolo Solo attraverso profondi cambiamenti individuali il nostro Paese potrà rinascere, che pubblicai il 30 aprile 2014 su queste pagine (visionabile qui) poiché riconsiderandolo alla luce di mutamenti che non avvengono, di iniziative delle quali tanto si parla ma che sono costantemente al palo e di quella truffaldina bruttura dell’Expo 2015 mi è parso più che mai di viva attualità.
L’articolo nacque sulla scia di interessanti scritti pubblicati in quel periodo dal sito partner Consulenza Finanziaria argomentando di competitività estera e di malcostume delle aziende nostrane, oltre che di gestione del credito bancario.
Oggi più che mai il mondo, visto dal nostro Paese, appare immenso e pauroso perché i suoi equilibri stanno mutando ad una velocità inaudita, e nello scenario sono entrati di prepotenza nuovi protagonisti ben più grandi di noi, alterando antichi equilibri e stravolgendo gerarchie di potere che si credevano consolidate.
Questioni mai incontrate prima chiedono una soluzione, ma le opportunità di cambiamento vengono percepite come pericoli.
È già accaduto: per provincialismo, miopia e furbizia, quando non malafede, degli attori politici ed imprenditoriali nostrani l’Italia è arrivata impreparata alle grandi svolte, perdendo tempo prezioso. Ed anche oggi, se non saremo pronti ad intuire gli scenari del futuro, se non sapremo valutare la direzione del cambiamento nelle tendenze di lungo periodo, rischieremo di prendere una volta di più le decisioni sbagliate. Pagandole a caro prezzo.
Basti pensare che invasione è il termine più usato dagli attuali predicatori dell’Apocalisse: invasione di immigrati clandestini, di prodotti cinesi, di capitali stranieri che ci colonizzano. E non ci accorgiamo che tutto ciò che temiamo è in realtà già accaduto.
Intendiamoci: di fronte ad ogni cambiamento la paura è legittima perché le grandi novità spaventano, possono nascondere delle incognite ed il riflesso automatico ingenera un meccanismo di difesa. Oppure nega il cambiamento.
Per comprendere qualsiasi accadimento attribuendogli l’esatta misura è indispensabile non solo mutare prospettiva, ma anche osservare con distacco come l’oggetto delle nostre attenzioni risuoni dentro di noi comprendendo quali nodi da sciogliere e persino quali antiche ferite faccia vibrare. Solo così è possibile identificare la natura dei presunti pericoli che ci minacciano, stabilire se il modo per difenderci sia l’attacco – che non sempre è la miglior difesa – oppure il lasciarci morbidamente andare, per vincere la sfida senza accontentarci semplicemente di limitare i danni. Vale a dire per vivere piuttosto che accontentarci di sopravvivere.
Esistono anche da noi imprenditori illuminati: sono quelli che spesso non fanno notizia e che insieme con i più attenti osservatori possono tentare di rispondere con sano pragmatismo alle domande offrendo punti di vista nuovi e proprio per questo rivoluzionari.
Ma le scelte da fare non riguardano solo governi, classi imprenditoriali e dirigenti bensì primariamente la vita quotidiana di tutti noi: nel segno di un’Energia nuova e pulita sono tante le riforme dal basso che ciascuno di noi può avviare da subito, e costituiscono un antidoto alla lagnanza, alla rassegnazione, al senso di impotenza che non è mai nelle cose ma dentro di noi. Sono quell’impotenza, quella rassegnazione che respiriamo oggi in Italia nell’attesa sempre delusa di grandi cambiamenti, svolte, catarsi collettive, rinascite nazionali. Che dovrebbe essere sempre qualcun altro ad attuare.
Siamo invece noi che con maturata consapevolezza, impegno civile, consumi responsabili, dobbiamo incamminarci alla ricerca del nostro destino per costruire il nostro futuro. Detto in altri termini: è solo attraverso una profonda revisione dei nostri modelli produttivi, di consumo, sociali, interiori che possiamo agire per scuotere i sistemi politico e produttivo.
Ma se continuiamo a lamentarci attribuendo a chicchessia la responsabilità dei nostri fallimenti e del nostro non andare avanti, non solo resteremo al palo, ma inevitabilmente ci attende una regressione: economica, sociale, delle coscienze, intellettiva.Cesec-CondiVivere-2014.10.07-Medioevo-prossimo-venturoNon ci sono alternative: o ci risvegliamo dal sonno aprendoci ad un nuovo approccio alla qualità della vita, che presupponga un mondo nel quale il punto di riferimento non sia più il pil bensì la decrescita più o meno felice, o siamo dei morti che vagano in paesi dei balocchi, in realtà cimiteri alla portata di chiunque abbia occhi per vedere e cuore per sentire: autobus e metropolitane, centri commerciali, installazioni pseudoculturali di plastica.
Si dice che un intento individuale e decentrato non possa nulla ma non è affatto vero: dai gesti che ciascuno di noi compie ogni giorno possono nascere gli innumerevoli stimoli destinati a mutare il gradiente energetico in grado di sospingere il nostro Paese, e le nostre anime, verso l’ormai indifferibile cambiamento.Cesec-CondiVivere 2014.10.17 Appennino modenese vista suggestivaAltrimenti ci attende quello che da anni chiamo il medioevo prossimo venturo, che non considero una calamità ma un’opportunità ed al quale mi sto felicemente preparando attraverso la progettazione ecosostenibile di luoghi destinati ad accogliere piccole comunità il più possibile autosufficienti.

Alberto C. Steiner

Finanza creativa: i cavalieri che distrussero l’impresa

Oggi sarei dovuto andare all’IVG, Istituto Vendite Giudiziarie, di Mantova accompagnando un tizio che vuole vedere un’attrezzatura completa in acciaio inox per ristorante: armadi frigoriferi, banchi di lavoro, lavelli, forni, schiacciapizza, rullatrice, lavastoviglie, cappa aspirante eccetera eccetera in vendita a settembre con base d’asta 15mila su un controvalore a nuovo non inferiore a 90mila (ma sono praticamente nuovi) con ulteriore possibilità di ribasso, forse anche del 50%, in sede di trattativa a saldo e stralcio con la banca creditrice.Cesec-CondiviVere 2015.07.31 Finanza creativa 001Il tipo, presentatomi da un commercialista che conosco da tempo, si occupa dell’allestimento di bar e ristoranti e, quando l’ho incontrato,  ancora prima che profferisse verbo mi è piaciuto quanto un calcio nei denti.
Avendo poi profferito, insieme con il verbo, anche predicato e complemento oggetto, potete immaginare il mio entusiasmo…
Come se non bastasse ha aggiunto: “Se ha macchine per caffè io ho un gruppo di egiziani che le cercano, non hanno limiti: anche mille pezzi a carico. E pagano per contanti.”
Ho guardato il commercialista e, con sguardo angelico e bocca a culo di gallina, gli ho chiesto: “Marco, ma tu lavori con gente che va ancora in giro con la mazzetta dei contanti?”
E, visto che il Marco in questione, osservando con estremo interesse una graffetta sulla scrivania ha saputo replicare soltanto: “Ehm… boff, sgrunf” mi sono rivolto al tizio e, guardandolo dritto negli occhi con sguardo non più angelico, ho replicato: “Mi ascolti bene, ma bene. Già il fatto che siano egiziani me li fa stare sui coglioni per motivi miei che non le sto a spiegare, e il fatto che paghino per contanti mi fa vomitare. Nel mio mestiere conosco solo carte di credito e bonifici, e comunque in tribunale non è ammesso il pagamento per contanti. E, giusto per precisare, io mi occupo di immobili e queste attrezzature sono giusto dentro un immobile di mia competenza, sono qui solo perché il dottor Marco mi ha parlato di un’opportunità per certi suoi clienti. Diversamente non me ne può fregar di meno, e non faccio il trovarobe e meno ancora per un qualsiasi Muhammad, fosse anche lo sceicco del Putanistan.”
Ho infine chiarito alcuni concetti, che non è il caso qui di precisare, e per farla breve ci siamo accordati per la gita a Mantova.
“Chi viene?” ha chiesto il finto ingenuo che è in me.
“Io, lei e i miei due soci egiziani” ha risposto il tizio.
“Ah, bene. E come andiamo?”
“In auto” ha replicato il tizio con uno sguardo stupito.
“Ecco. Guardi in auto con lei che già non conosco ma comunque non mi piace, e due egiziani che pagano per contanti io non ci faccio nemmeno duecento metri. Spiacente, vi fornisco le coordinate e andate da soli.”
“Beh, lei adesso sta diventando offensivo.”
“Si? E che me frega… sapesse come trovo io offensivi per la gente onesta che si fa il culo dei tizi che girano scucendo decine di migliaia di euro in contanti per spolpare i morti.”
Sarcastico, il tizio replica: “Cos’ha, paura di essere fermato e che abbiamo il fumo in macchina?”
“Fermato? Per quel che me ne frega potete anche avere esplosivi, in macchina. Dovesse capitare io me la sfango in dieci minuti, glie lo assicuro. No, semplicemente non voglio essere fotografato o filmato con voi.”
Quando, previ accordi scritti e firmati e deposito cauzionale di un acconto sulle mie competenze, ho fornito le coordinate al commercialista – perché figuriamoci se io dò il mio telefono a gente del genere – il povero Marco mi fa:
“Sai cosa ha detto il tizio quando te ne sei andato?”
“No, però posso immaginarlo…”
“Beh, ha detto: certo che il tuo amico è proprio un grandissimo stronzo e fa l’arrogante perché non ha capito con chi ha a che fare.”
“E tu gli hai risposto?”
“Si, gli ho detto che proprio perché lo avevi capito benissimo ti sei comportato da stronzo arrogante.”
“Si però Carlo, la prossima volta evita di farmi incontrare certe merde.”
Bene, fin qui il siparietto. In diciotto anni di questo mestiere ne ho incontrata di gente del genere, e questi non sono nemmeno dei peggiori, sono solo manovalanza della fuffa.
Ma quello che mi preme evidenziare è che questa è solo l’infinitesima parte della punta dell’iceberg: l’Italia viene smontata, letteralmente, a pezzi, i tribunali traboccano di beni sequestrati, compresi “tre manichini a 78 euro” o “fotocopiatrice multifunzione Ricoh a offerta libera” o ancora “impianto di mungitura a 5.000 euro” che costa di più mantenere nei capannoni che regalare. Sequestrati ad aziende messe nella merda dalle banche al primo stormire di vento contrario. In ossequio a progetti superiori che vogliono l’Italia terra bruciata? Chissà.Cesec-CondiviVere 2015.07.31 Finanza creativa 002Il mondo delle vendite giudiziarie pullula, oggi più che mai, di avvoltoi che acquistano per un piatto di fagioli beni, anche tecnologici, di valore notevole; imballati in container questi prendono la via di paesi prevalentemente asiatici, dai quali ritornano come nuovi e provvisti della documentazione per poter essere commercializzati in leasing o con l’ausilio di finanziamenti pubblici agevolati. In realtà i container fanno giusto un po’ su e giù in autostrada o in ferrovia, quando lo fanno, perché sgrassatori, vernici col glitter, etichette e punzoni sono già tutti qui in compiacenti capannoni, non di rado apparentemente dismessi. E il viaggio per mare? lo fanno, lo fanno… su navi che non salpano l’ancora da decenni.
Non è infrequente che lo stesso bene torni nuovo anche tre o quattro volte nel corso della propria esistenza: venduto, finanziato, sequestrato, acquistato, ricondizionato a falsamente nuovo, venduto, finanziato…. ok ci siamo capiti. E tutti lo sanno. Pare si chiami finanza creativa.

Alberto C. Steiner

Analisi del portafoglio di Banca Etica Sgr

Un paio di anni fa partecipammo ad una squallida kermesse organizzata dalla finanza dai denti a sciabola travestita da finanza etica, dalla quale nacque questo articolo pubblicato il 7 novembre 2013 sia sul nostro blog sia sul nostro sito partner Consulenza Finanziaria e che comprende il minisaggio (linkato all’interno) Attenti! ora la finanza speculativa si traveste di verde.Cesec-CondiVivere 2015.07.09 Io odio la finanza sostenibileOggi siamo andati a rivedere la posizione della banca nota per dichiararsi etica e che offre ai propri clienti, i quali devono essere necessariamente soci per sottoscriverli, i fondi Valori Responsabili tramite la controllata Etica Sgr, la società di gestione del risparmio del Gruppo, che secondo quanto dichiarato nel disclaimer del proprio sito web è “l’unica in Italia che colloca esclusivamente fondi comuni d’investimento etici” specificando che “i fondi sono quattro e investono in titoli di aziende e stati selezionati in base a criteri di responsabilità sociale e ambientale secondo un approccio di gestione non speculativo che guarda la creazione di valore in un orizzonte temporale sostenibile”.
Nel fondo oggetto dell’analisi precedente, agevolata dal fatto che venivano pubblicati tutti i titoli in portafoglio, osservammo un pacchetto azionario di Shell, compagnia petrolifera nota per non essere affatto etica, mentre oggi notiamo come Etica Sgr, al pari degli altri gestori, non esponga più l’intero portafoglio ma solo i primi dieci titoli.
Senza andare a fare i detective, e non è detto che non l’abbiamo fatto ma il carico da undici ci riserviamo di buttarlo sul tavolo se necessario, ci limitiamo ad esaminare per linee generali i primi dieci titoli, che indichiamo nella tabella sottostante seguiti da un numero che corrisponde alla percentuale di azioni detenute sul valore del fondo, fatto 100 il valore stesso. Questi primi dieci, messi insieme, costituiscono appena il 16% del fondo, e per ora non diciamo se ed in quale posizione abbiamo ritrovato la Shell…

Ed ecco qui la Top Ten:
Cesec-CondiVivere 2015.07.09 Fondi Etica Sgr 001Vodafone
Vodafone Group è una multinazionale con sede a Newbury, nel Regno Unito, che controlla il 100% di Vodafone italia. Su Wikipedia è possibile vedere il dettaglio delle 75 presenze a livello mondiale e le sponsorizzazioni, comprese quelle relative alla Formula Uno. È il più grande operatore al mondo per fatturato e possiede partecipazioni in aziende di engineering che si occupano dell’aspetto tecnologico: ponti radio, centraline, installazioni.
Del Gruppo fa parte Vodafone Automotive SpA con sede a Varese, fino al 31 marzo di quest’anno conosciuta come Cobra Automotive Technologies ed avente per oggetto la progettazione e produzione di apparati elettronici per la sicurezza dei veicoli e per lo sviluppo di servizi basati sulla geolocalizzazione sulla base delle tecnologie Machine to Machine.
UPS
Il colosso americano attivo nel trasporto di piccole partite: buste, pacchi, collettame affidati a padroncini proprietari dei mezzi e notoriamente sottoposti a turni massacranti, esattamente come gli addetti ai centri di smistamento ed ai rapporti telefonici con la clientela, ben pochi dei quali sono assunti con contratti che non siano a tempo determinato o a progetto.
Cisco Systems
Nasce nel 1984 a San Jose, in California, da un gruppo di ricercatori della Stanford University e in breve diventa una delle aziende leader nella fornitura di apparati di networking, focalizzandosi sulla produzione di router. Attualmente vi lavorano oltre 60.000 persone nel mondo. Poduce apparati per il funzionamento delle reti LAN, MAN, WAN e VLAN e il sistema operativo IOS che le pilota. Nell’ottica della fornitura di soluzioni complete, Cisco è entrata anche nel mercato della sicurezza, con Firewall e VPN, in quello della telefonia con IP Telephony, dell’archiviazione con SAN, Storage Area Network e del computing su piattaforma x86.
L’azienda investe molto nella formazione di professionisti competenti nelle nuove tecnologie sviluppate, tramite il database accessibile da internet con tutta la documentazione ed esempi su tutte le apparecchiature e tecnologie. Ha sviluppato inoltre un programma mondiale, chiamato Networking Academy, che permette agli studenti di imparare a progettare, realizzare e mantenere reti in grado di supportare organizzazioni nazionali e globali, tramite una piattaforma di e-learning all’avanguardia.
Diageo
Tra i consumatori un nome pressoché sconosciuto, ma è una potenza mondiale: Jonnnie Walker, J&B, Guinness, Smirnoff, Baileys e tanti altri marchi. Diageo è una impresa mondiale sul mercato degli alcolici e fa parte delle 100 aziende con la maggior capitalizzazione nella borsa di Londra. Il gruppo è nato dalla fusione nel 1997 di due imprese: la britannica GrandMet e l’irlandese Guinness Plc ed i prodotti del brand sono quelli riportati nella tabella seguente:Cesec-CondiVivere 2015.07.09 Partecipazioni DiageoTate and Lyle
Primo produttore mondiale di zucchero… parliamone! Nel 2005 creò una joint-venture con il colosso chimico Dupont e in Italia è proprietario del marchio Eridania. A Ossona e a Bergamo, dove ha la sede, vi sono due fabbriche di prodotti chimici industriali che potrebbero essere utilizzabili anche per finalità belliche.
Tesco
Gruppo di distribuzione britannico attivo a livello internazionale, il primo del paese con più di duemila punti vendita, e uno dei maggior d’Europa.
il primo punto vendita Tesco aprì nel 1929 e nel 1947 venne quotato alla  borsa di Londra. Nei decenni successivi l’azienda crebbe fino ad avere, nel 1977, una propria centrale d’acquisto. È del 1995 l’introduzione della prima carta fedeltà per i clienti di Tesco e due anni dopo, grazie ad un accordo con Esso, inizia la vendita di carburanti presso stazioni di servizio a marchio Tesco.
L’azienda è attiva anche come operatore telefonico, e, in seguito alla joint-venture con Royal Bank of Scotland, in campo finanziario.
Mitsubishi EstateCesec-CondiVivere 2015.07.09 Mitsubishi EstateLa Mitsubishi Estate Co., Ltd. è un’azienda del settore immobiliare appartenente alla Mitsubishi Corp. È maggiore azionista di alcune delle principali banche giapponesi e, oltre all’attività in campo automobilistico e nell’elettronica di consumo, è attiva in campo energetico.
Metso OyiCesec-CondiVivere 2015.07.09 MetsoOlio e gas, cellulosa e carta, miniere sono i settori di attività della multinazionale finlandese che, attraverso la controllata Teollisuuden Voima Oy è impegnata nella costruzione di un terzo reattore nucleare nel sito di Olkiluoto.
Hochtief AGCesec-CondiVivere 2015.07.09 P38Uno dei leader europei del cemento con head quarter a Essen in Germania, vale 23,23 bilioni di Euro ed è cointeressato in un fondo del Qatar – il paese con le più grandi riserve di gas al mondo – che, salito al 10% di Hochtief, in Germania è anche azionista di rilievo di Porsche e Volkswagen.
Attivo nell’edilizia ha costruito grattacieli a Francoforte, il Triumph-Palace di Mosca, gli aeroporti di Varsavia, Atene, Düsseldorf, Amburgo, Sydney, Budapest e Tirana. Nel gennaio 2011 si è strutturato in quattro divisioni: Hochtief Americas, Hochtief Asia-Pacific, Hochtief Europe e Hochtief Concessions.
Hochtief significa anche Bilfinger, interessata alla partecipazione come riferito nel 2013 dal giornale finanziario Handelsblatt. Bilfinger, impegnata in molti settori, ha rilevato il marchio Walther, che nel 1993 celebrò il centenario dalla fondazione. La produzione Walther, apprezzata in tutto il mondo, riguarda armi da fuoco per uso militare e di polizia, carabine per la caccia ed armi per il tiro sportivo.
Carrefour
È il secondo più grande gruppo al dettaglio nel mondo in termini di reddito e vendite dopo l’americana Wal-Mart ed il primo a livello europeo; in Italia è il secondo distributore nazionale. Carrefour è presente in 30 paesi, principalmente nell’Unione europea, Brasile e Argentina, oltre che in Nord Africa e Asia. Il primo supermercato Carrefour aprì nel 1959 ad Annecy in Francia, ed oggi è il punto vendita Carrefour più piccolo al mondo. Il primo punto vendita italiano viene aperto a Carugate nel 1972 grazie ad un accordo al 50% con la Standa. Carrefour è azionista di Carrefour Banca, che si occupa di credito al consumo e prestiti personali.

Bene, detto questo non ci sembra di avere altro da aggiungere, salvo rammentare che Banca Etica è partner di riferimento finanziario in quasi tutti i progetti di solidarietà, accoglienza, multiculturalità dai più grandi ai più minuscoli, compresi quelli che non stanno in piedi nemmeno per scommessa ma che costituiscono il business del terzo settore e, nei paesi sottosviluppati come il nostro, delle camarille del terzo millennio.
A proposito, noi non siamo etici: siamo vergini e santi.

Alberto C. Steiner

Rubare ai ladri

Tra i miei clienti annovero alcune banche, ma non lo faccio mai senza il guanto e non le bacio in bocca, specialmente quelle che si definiscono etiche.
Ma come, si chiederà qualche lettore, sono tue clienti e ne parli con malcelato disprezzo? Certo, io sono un mercenario, loro lo sanno, sono bravo a toglier loro le castagne dal fuoco, specialmente quando ci sono di mezzo casini che loro stesse han combinato. Mi pagano per questo e se mi vogliono sono così, dolcemente complicato… ma sanno benissimo cosa penso di loro, e se non gli sta bene si fottano.
Vengo al dunque: l’altro giorno una di loro mi chiama per dirmi che sono in scadenza certe obbligazioni e per propormi di reinvestire in alcuni fondi.Cesec-CondiVivere 2015.06.30 SilenzioPare che ultimamente sia una costante: hai un titolo in scadenza e ti arriva la telefonata della banca con una proposta che non puoi rifiutare. Le tue obbligazioni son salite di prezzo? Ecco che il bancaiolo ti sollecita a venderle per passare a una nuova fantastica opportunità, che il più delle volte si sostanzia in una polizza vita con una denominazione gradevole ed evocativa, studiata ad arte per farti sognare, tranquillizzandoti e distogliendo la tua attenzione dai numeri.
Quali numeri? I costi, ovviamente. Tutte le proposte che mi hanno fatto avevano un comune denominatore: i costi si mangiavano i rendimenti, sempre più risicati, che di questi tempi è possibile spuntare.
Sto parlando di fondi a prevalente componente obbligazionaria che costavano tra il 2,14 e il 2,57% annuo: figuriamoci se io pago quei costi quando i rendimenti sono al lumicino. Capisco che le banche debbano pur campare, ma non sulla mia pelle, specialmente sapendo quali sono i reali guadagni che riescono a conseguire utilizzando i mezzi di terzi, cioè il denaro dei risparmiatori.
Proprio in queste settimane sono stati pubblicati i risultati di bilancio di parecchie banche, e mostrano utili da record! E, attenzione, non sono utili fatti prestando quattrini, sono realizzati in gran parte proprio vendendo prodotti finanziari, e c’è persino chi ha triplicato l’utile. Non mi dilungo in cifre, per verificarle è sufficiente visitare il sito de Il sole 24 Ore o il nostro sito partner Consulenza Finanziaria perché lo scopo di queste righe è un altro: capirci, visto che tutti questi soldi li hanno, letteralmente, munti ai propri clienti.
Quindi, prima cosa: piantiamola di farci spolpare. Seconda: visto che i guru del risparmio gestito presentano tutti tronfi la trimestrale dichiarando: “Vogliamo raddoppiare l’utile!”, invece di comprare prodotti dai rendimenti miserrimi e dai costi insostenibili compriamo le azioni di chi vende prodotti del risparmio gestito: Intesa, Unicredit, Generali giusto per fare due o tre nomi.
Io l’ho chiesto, non al telefono ma presentandomi di persona con la mia faccina da bravo ragazzo, sorriso aperto e sguardo fisso, di ghiaccio. Si sono messi tutti intorno a me e mi hanno risposto “Mmhm … ehm … boh … poffpoff … sgrunf … gnoff … ora valutiamo, le faremo sapere”. Sto ancora aspettando la telefonata.

Alberto C. Steiner

Fear Arousing Appeal, il marketing della paura

Sta andando a ruba negli Stati Uniti il kit prodotto dalla società americana Taurus chiamato First 24 e dichiarato come indispensabile per sopravvivere ad un disastro e raggiungere un luogo sicuro. Significativo il disclaimer del produttore: “Un team di esperti del settore ha selezionato i componenti di alta qualità racchiusi in questo kit che vi permetterà di sopravvivere alle prime 24 ore, dandovi un vantaggio considerevole. Dal disastro naturale ad una apocalisse zombie, voi sopravvivrete”.Cesec-CondiVivere 2015.06.03 Marketing della paura 001Il kit comprende un revolver a cinque colpi Taurus Judge, detto il giudice supremo, camerato per le .45 Colt e per le .410 Bore e completamente personalizzabile con mirini ottici; munizioni; un coltello tattico CRKT Sting Survival a lama non riflettente; una torcia elettrica anfibia che può proiettare un fascio stroboscopico in grado di accecare la minaccia; e per finire accendino, bussola, fune, batterie ricaricabili. Il tutto contenuto in una robusta valigetta dichiarata resistente a tutto Costo: 1.499 dollari.
No, vi rendete conto? Mettiamo di trovarci alla canna del gas per una catastrofe ambientale e stiamo a pensare agli zombie… ma non crediate che accada solo a quei beoti degli americani: anche da noi la paura fa 90 e, sulla circolare filoviaria di Milano, pure 91…
È bene sapere che esiste una forma particolare di marketing strategico: il Fear Arousing Appeal, o della paura.
Chi vuole vendere un prodotto ha due possibilità: soddisfare un bisogno reale oppure crearne uno che prima non c’era. Con i cellulari, per esempio, si è creato un bisogno prima inesistente.
Ma, giusto per amor di fatturato e di controllo, ogni giorno viene fatto credere nell’esistenza di un falso problema, che spesso fa leva sugli istinti peggiori. In un mondo dove siamo sopraffatti dal superfluo la nuova frontiera è quella di insinuare paure ingiustificate, per poi proporre un prodotto risolutivo.
La tecnica consta di tre passaggi ben precisi:

  • Creazione della minaccia
  • Descrizione sempre più preoccupante del pericolo appena creato, così da generare tensione
  • Proposta della soluzione attraverso l’acquisto di un prodotto che rassicura e garantisce che, seguendo i suggerimenti forniti, non si correrà alcun rischio.

Attraverso la creazione di un problema inesistente si giustifica la spesa per difendersi da un nemico invisibile e spesso, per rincarare la dose, viene applicata un’ulteriore tecnica di marketing strategico, uno strumento legalmente legittimo, basato sul semplice meccanismo della domanda/offerta, ma che ancora una volta fa leva sulle paure. In amor vince chi fugge… ma la massima può essere applicata anche agli affari: il prodotto, reso essenziale dallo stratagemma del terrore, viene distribuito ad un prezzo ragionevole ma in quantità limitata e solo entro una certa scadenza. Inutile dire che la disponibilità limitata di un’opportunità spinge a desiderarla maggiormente proprio per paura di perderla.
Lo sanno bene aziende multate dall’Antitrust per sconti incredibili che terminavano di domenica, ma non si capiva quale, visto che ogni domenica venivano rinnovati.Cesec-CondiVivere 2015.06.03 Marketing della paura 002Pubblicità, televisione, certi siti di informazione non hanno alcun interesse a fornire informazioni corrette, unica loro finalità è attizzare il fuoco della paura per manipolare spingendo a fare quello che vogliono. Di esempi ce ne sono moltissimi, basta scorrere internet per trovarne a bizzeffe: le scie chimiche, i clandestini che stupreranno le nostre figlie e ci prenderanno le case, i giocattoli costruiti di proposito con sostanze che fanno morire i bambini e, per converso, la bacca che cura il cancro, la formula magica della tal acqua dinamizzata. Mi fermo qui che, come dice il Puffo Quattrocchi, è meglio…
Vigili, centrati, ragionare con la propria testa, infischiandosene di apparire fuori dal coro. Ecco la soluzione.
Il ben dell’intelletto è un dono straordinario, ma nella vita spesso lasciamo che sia la nostra parte irrazionale a spadroneggiare, non coltivando sufficientemente la capacità di valutare lucidamente le decisioni, ma con la pretesa che i nostri desideri siano realizzati. Da chi? Come? Dove? Quando? E soprattutto perché mai dovrebbero esserlo senza che noi facciamo un passo?
Prendiamo certi post che trovano largo consenso sui social: è tutto un blablabla, un delirio incazzato, un urlo dell’impotenza, uno sbavare di turpitudini qualunquiste, razziste, da stadio. Ma nessuno si sogna di spegnere il pc assumendosi la responsabilità di scendere in strada con mazze e bastoni. Altrimenti come farebbero a continuare a lamentarsi? No, dev’essere qualcun altro a farlo…
Inutile che ci facciamo illusioni, la massa non è senziente, la cosiddetta democrazia rappresentativa è una frode, e i social sono stati implementati per fornire un’illusione di libertà. Chi detiene il potere lo sa molto bene, come sa che l’irrazionale è la base dei vizi, della manipolazione sociale e di molti dei problemi che ci creiamo e che poi cerchiamo faticosamente di risolvere. E in questo certe infami filosofie misticheggianti che ci hanno spiegato che la mente mente non fanno altro che il gioco che apparentemente affermano di contrastare.
Seguendo il Pathos, ovvero l’irrazionale, crediamo che basti pronunciare parole positive, esercitare il peace&love incondizionato e, per converso, temere scie chimiche, complotti mondiali e contemporaneamente fabbricare acqua caricata infondendole chissà quale energia per trarre innumerevoli benefici.Cesec-CondiVivere 2015.06.03 Marketing della paura 003Se veramente esitono persone in grado di produrre effetti speciali, di muoversi nel tempo e nello spazio, non si sognerebbero mai di istituire corsi o seminari per l’apprendimento.
La verità è che mettiamo da parte la ragione perché abbiamo un gran bisogno di cambiamento e di conseguire la felicità, di non sentirci soli ed oppressi dal peso della fatica di vivere. Senza fare sforzi? Troppo comodo, gente…
Obiettivamente non si capisce perché qualcuno debba venirci a salvare prendendoci per manina e sollevandoci dalla massa di individui inconsapevoli che affollano il Pianeta. Gratis.
Una soluzione rapida e indolore che cancella ogni problema? A parte il suicidio, eventualmente anche di massa visto che siamo sette miliardi e le risorse bastano solo per due, non ne vedo altre. Dice: ma se tutti consumassimo meno, decrescessimo e balblabla… Io faccio la mia parte ma non ho nessuna intenzione di vivere allo stato brado, pur essendo ecosostenibilconsapevole. Esistono innumeri esseri che sono lì ad aspettare che la manna, manna onlus, manna ong, manna babbonatale, manna pippirinanda cada dal cielo senza essersi mai sbattuti per autodeterminarsi, autogovernarsi. Fatevene una ragione: non accadrà mai. Si, magari qualcuno potrebbe avere un grosso colpo di fortuna, ma è altamente improbabile e i furbetti del mondo lo sanno, per questo studiano come farci sognare, per riuscire a trasformarci in burattini senza cervello, che si bevono qualunque fesseria viene loro raccontata.
L’egemonia del lato irrazionale è la radice che spinge verso l’autodistruzione, è la corrente che permette al pifferaio di farsi seguire ed alle dittature di regnare, perché i politici carismatici sanno bene come esaltare la folla ignorante facendo leva su sentimenti manipolabili; è lo stesso motore della dipendenza dal gioco d’azzardo, malattia che gli stessi stati alimentano in continuazione ben sapendo quali meccanismi emozionali scatenare. La supremazia dell’irrazionale permette alla superstizione di vincere sulla ragione, e quindi a maghi, indovini, maestri e guru di vivere come parassiti sfruttando le paure delle persone, costituendo l’humus sul quale sono nate e cresciute centinaia di religioni, capaci di travalicare l’ambito spirituale nella certezza che l’ignoranza diffusa non permetterà alle persone di pensare con la propria testa.
Tutto questo non solo è noto, ma è sfruttato quotidianamente da chi ha capito che il potere si ottiene basando la propria vita sulla ragione e sfruttando le debolezze di chi invece lascia che l’impulsività e la superficialità tengano in mano le redini della sua esistenza.
Io li chiamo truffatori dell’anima, e queste stesse persone ridono quando capiscono che la massa crede nella favoletta che il sentimento, quello che spinge a compiere errori irreparabili, è caldo, mentre la ragione è fredda, triste; addirittura godono quando sentono persone farsi paladini del Pathos, del ragionare di pancia, dell’agire d’istinto, e pensano: “Ecco un altro pollo da spennare”.
Ed è la stessa modalità che muove i vari maestri, guru, illuminati e mappine varie ai quali si rivolgono persone in stato di disagio quando non disperate. Loro fra i truffatori, insieme ai politici sono i peggiori, perché insegnano che la mente mente, che occorre la pancia, occorre il cuore, che tutto il resto sono sovrastrutture: misticismo, peace&love, pacifismo. Sono tutti accorgimenti per ottundere le coscienze, per creare una pletora di beoti convinti di essere liberi. E per creare dipendenza.Cesec-CondiVivere 2015.06.03 Marketing della paura 004Fino a quando questo sarà il pensiero dominante, loro avranno vita e denaro, mentre gli altri resteranno nella mediocrità, oppressi, senza nemmeno accorgersi di chi sono i carnefici.
Spesso dimentichiamo che filosofia, quella che ci piace citare quando vogliamo dare rilevanza al nostro lato irrazionale, significa invece amore per la sapienza, esattamente l’opposto di quello che crediamo e del modo improprio con il quale la tiriamo in ballo.
Per essere felici è necessario riuscire ad essere padroni della propria vita, cioè compiere le scelte migliori per noi, in funzione di quello che vorremmo che ci accadesse, cioè usare il Logos. Nonostante l’imprevisto sia sempre dietro l’angolo, non c’è motivo per non indirizzare tutti i nostri sforzi verso i traguardi che vogliamo raggiungere, ma prima di tutto va chiarito un concetto importante: questi sono i sentimenti caldi, forti, che consolidano l’autostima rovesciando la percezione che si ha dell’uso della ragione, del pensare e dell’agire con la propria testa, senza farsi sopraffare da sentimenti irrazionali derivanti dall’ignoranza dilagante.
E’ il vero piacere, più forte di un qualsiasi cambiamento inaspettato, perché quest’ultimo lascerebbe sempre il dubbio, la paura che le cose possano cambiare nuovamente, timore che invece non esiste quando si conosce il perché degli accadimenti, si sanno valutare bene i fattori che hanno portato ad un determinato stato e come ricrearli perché le cose tornino (eventualmente) al loro posto.
Per questo, quando si vuole cambiare occorre ragionare e lasciare che la mente prevalga sulle decisioni impulsive. Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza scrisse l’Alighieri nel Canto XXVI dell’Inferno…
Eccessi incontrollati, scelte errate, fede nelle pseudo-scienze significano solo farsi manipolare, sono i mali che oggi impediscono alle persone di dare una svolta alla propria vita. Sono le forme peggiori di repressione della libertà perché non permettono all’individuo di accorgersi della condizione in cui versa e quindi difficilmente può liberarsene.
Ragionare con la propria testa è la chiave, per farlo il primo passo è ammettere che la ragione è più soddisfacente ed efficace dell’agire di pancia, capire che alle persone non piace usare la testa perché costa fatica, lavoro, impegno, responsabilità mentre l’illusione di soluzioni facili non richiede sforzo, ma non porta a niente, se non ad un diverso livello di schiavitù.
Vogliamo davvero cambiare vita e provare ad essere felici? Cambiamo completamente l’approccio alla vita. Ma il cambiamento richiede sforzi concreti e applicazione metodica che porti a risultati certi e ripetibili.
Ripetibili, questa è la parola chiave. La ragione produce risultati ripetibili, misurabili, che infondono sicurezza. E solo la sicurezza in noi stessi è la chiave della serenità contro lo spaventapasseri dell’ignoranza.

Alberto C. Steiner

Cookie law: ciàppel sott, che lè un biscott…

Non perderà l’occasione, proprio domani 2 giugno, il regime per ribadire a chi vuol esserne suddito come intende comandare la baracca chiarendo, ancorché ve ne fosse bisogno, la propria natura predatoria a chi vuol farsi predare.
Domani scade infatti il termine ultimo per mettersi in regola con la cookie law recepita dal garante della privacy… ciumbia! per dirla in milanese.Cesec-CondiVivere 2015.06.01 cookie law 001Peccato che il garante della privacy non c’entri nulla con i cookies e che, se nello stivale con la suola di cartone bucata si è così servi nell’animo da evitare di esprimersi nella propria lingua, si impari almeno quella altrui. Quindi cookies e non cookie.
Ma veniamo all’aspetto tecnico: i cookies di profilazione, cioè quelli che registrano interessi e mostrano pubblicità basata su di essi, sono dei semplici file di testo che vengono temporaneamente salvati sul PC; come possano violare la privacy è insondabile mistero.
Il legislatore, per non farsi mancare nulla, ha inoltre ficcato nel calderone anche i cosiddetti counter, quei servizi che tengono traccia delle visite, ma solo qualora traccino l’indirizzo IP, vale a dire quell’indirizzo pubblico e dinamico che muta ogni volta che si attiva il router dichiarando che ci si sta connettendo da Pavia se si sta a Piacenza o da Cantù se si sta a Monza. Controllare per credere.
Obbligo di notificare la presenza di cookies al visitatore, quindi. Altrimenti arriva una multa da 6mila a 36mila Euro, in teoria perché un bambino di dieci anni non ha avvisato i propri compagni che il bannerino di adsense nel forum piripicchio&patatoso potrebbe installare dei cookies di profilazione.
Altrimenti che succede, ti arriva in casa il garante della privacy con il suo saio bianco e nero accompagnato dai monatti?Cesec-CondiVivere 2015.06.01 cookie law 002Capiremo che chi ha fatto la legge non sa nemmeno cosa sia una lampadina a incandescenza quando si tratterà, come per tutte le leggi, di scrivere il decreto attuativo, quel documento che specifica come va applicata la legge stessa. Vale a dire che la legge è, semplicemente, assurda e inapplicabile.
Ma per chi è intestatario di un sito e un indirizzo email basati all’estero, in area addirittura extracumunitaria, per esempio negli Stati Uniti, la legge non ha validità.
Ma molti si spaventeranno e correranno ai ripari installando tanto costosi quanto inefficaci accorgimenti, e staremo a vedere se dopo il 2 giugno emergeranno provider, software house o quel che corporativamente sarà debitamente provvisti di autorizzazione ministeriale, che avranno ottenuto pagando una tassa, ai quali si dovrà ricorrere in esclusiva.
Altrettanti, sempre sull’onda della paura e dell’ignoranza, pagheranno le sanzioni.
Insomma, un ottimo modo di fare cassa, visto che solo nel 2014 il Web ha generato un giro d’affari di ben due milardi di Euro.
Oltretutto, fermo restando che i cookies si autocancellano, se volpedifuoco, microesploratore o qualsiasi browser viene opportunamente settato non c’è cookie che tenga. E non occorre essere esperti informatici per farlo. Quindi chi vuole amareggiarsi e mettere mano al portafogli poiché l’utente medio è un idiota può farlo.
E se in tutta questa tarantella qualcuno dovesse chiedersi: ma almeno la privacy è finalmente salva?
Come no… Anzitutto i cookies di profilazione non violavano affatto la privacy tranne i pochi che prendevano l’indirizzo email dell’utente, per esempio come fa Amazon che invia email in base a cosa si è cercato sul sito stesso, ma in quel caso è l’utente stesso ad essersi consapevolmente registrato. Come fanno molti in moltissimi siti fornendo informazioni delicatissime e poi lamentandosi che sul Web han trovato cose che li riguardano ed emettendo alti lai sullo spionaggio, sul grande fratello, sul complotto e via menandola.
I cookies non sono gli unici strumenti esistenti per profilare e, se la nuova legge costringerà piccole aziende, esercizi commerciali e studi professionali ad adeguarsi, non farà né caldo né freddo a quelle grandi. Resta il fatto che la legge, sicuramente iniqua per chi intende assoggettarvisi, è tecnicamente inapplicabile.

Alberto C. Steiner

Verona, dove il futuro contagia il presente.

Pur parlandone nostro malgrado in ritardo, dobbiamo ammettere che l’entusiasmo invece che diminuire nel prosieguo di tempo si è accresciuto. Ci riferiamo a Roboval 2015, la manifestazione dedicata alla robotica ed in generale all’innovazione che si è tenuta sabato 23 e domenica 24 maggio presso la coinvolgente cornice dell’ex Arsenale militare austriaco.Cesec-CondiVivere 2015.06.01 Roboval 001Organizzata dall’Associazione Verona FabLab, Roboval è una manifestazione incentrata, in particolare, su ragazzi decisamente creativi delle scuole superiori, che si incontrano per mostrare e condividere invenzioni ed esperienze. E dove abbiamo osservato un’incredibile affluenza di pubblico, ma certamente non perché l’ingresso era gratuito.
Gare di robotica o di volo per droni, stampanti 3D, la base dei coin, la nuova moneta virtuale, robot in grado di operare in condizioni che non ammetterebbero la presenza umana, realtà virtuale…Cesec-CondiVivere 2015.06.01 Roboval 002Ma ciò che ci ha incuriositi maggiormente è un sensore pensato per i parcheggi intelligenti, realizzato dai ragazzi dell’istituto Stimate, del quale abbiamo immaginato le incredibili potenzialità al servizio dei non vedenti complice il fatto che veniva esibito in forma di bracciale. Una versione evoluta del bastone a sensori progettato qualche tempo fa in Alto Adige, per intenderci.Cesec-CondiVivere 2015.06.01 Roboval 003Ecco, finalmente ci siamo riusciti a scrivere queste brevi note, ma l’argomento verrà sviluppato anche sul nostro sito-partner Consulenza Finanziaria, dove ci occupiamo di start-up.
Perché questi ragazzi meritano attenzione e sostegno, soprattutto considerando ciò che sono in grado di fare con le limitate risorse a disposizione. E non certo il sostegno proposto da commercialisti riciclati nell’ambito della cosiddetta innovazione, che sanno solo farti ottenere il ristorno del 27% dell’investimento, che del resto è previsto per legge. Della serie: piatto ricco mi ci ficco.
E non meritano neppure di finire nella cloaca della ricerca universitaria italiana, in un deserto dei tartari dove bisogna pietire fondi che non arrivano mai o finiscono a figliame e nipotame vario.
Ragazzi, possiamo permetterci un consiglio? Pensate in termini di impresa e, se le pastoie burocratiche, le inefficienze, i balzelli medioevali, certe richieste ignobili del cosiddetto Bel Paese rischiano di frenarvi, scappate, andatevene! andate in un altro Paese in grado di apprezzare chi fa innovazione.

Alberto C. Steiner

Mobilità sostenibile: le traverse ferroviarie del futuro

Non solo i motori elettrici ma anche le traverse ferroviarie potranno in futuro generare energia.
Per i nostri spostamenti ferrotramviari presto potremmo muoverci su binari totalmente green, almeno stando a quanto affermano i ragazzi di Green Rail, startup siciliana già premiata al concorso Edison Start. Hanno messo a punto una traversa ferroviaria ecosostenibile ottenuta da pneumatici fuori uso e plastica riciclata, ma con una struttura interna in calcestruzzo, in grado di generare energia elettrica grazie ad un sistema piezoelettrico integrato che si attiva al passaggio dei treni. Una tecnologia a basso costo, che rispetta l’ambiente e produce energia e per la quale viene ipotizzata una prospettiva di vita di 50 anni, quasi il doppio di quelle in calcestruzzo, che oggi rappresentano circa il 90% di quelle in uso.Cesec CondiVivere 2015.05.21 Traverse green 001Il cemento armato presenta diversi problemi: un’alta polverizzazione del ballast, ossia la breccia su cui poggiano i binari, una bassa resistenza allo spostamento laterale che facilita il disallineamento dei binari e la tendenza a produrre vibrazioni e rumori a causa dell’elevata rigidità. Tutti questi fattori generano alti costi di manutenzione, problemi che potrebbero essere risolti mediante l’utilizzo delle nuove traverse green.
Il sistema piezoelettrico sottorotaia, integrato all’interno della traversa montata e successivamente cablata e collegata da traversa a traversa per un circuito minimo di un chilometro, al al passaggio dei treni viene sottoposto a compressione e a vibrazione, producendo così una carica elettrica che genera energia utilizzabile per alimentare impianti di segnalamento, telefonici e di illuminazione.
In Italia ogni anno si consumano da un milione e mezzo a due milioni di traverse in calcestruzzo e tra le 100 e le 300mila in legno, in via di dismissione a causa delle emissioni nocive che generano. Sembra che il dispositivo brevettato dalla startup palermitana sia già molto richiesto sul mercato. – Notizia ripresa da Startupitalia.

Alberto C. Steiner

L’oro rosso delle Alpi

Il termine zafferano deriva dalla parola araba za῾farān o safaran, e questa spezia rossa ricavata dal fiore e utilizzata in cucina come  condimento e colorazione dei cibi possiede proprietà medicamentose. Originaria del sudovest asiatico è la spezia più costosa al mondo: il suo prezzo può toccare i 5mila euro al chilo.Cesec CondiVivere 2015.05.20 Oro rosso delle Alpi 001In campo medico da uno a tre grammi di decotto, da 0,5 a 1,5 grammi ingeriti sotto forma di polvere, o 30 mg di estratto secco sono quantità giornaliere sufficienti per migliorare la circolazione sanguigna, regolare le mestruazioni, trattare disturbi digestivi, sedare la tosse, coadiuvare in caso di respiro asmatico, ridurre la febbre, alleviare nervosismo e depressione. Non è ufficalmente comprovato ma sembra che i suoi principi attivi possano inibire la crescita delle cellule tumorali. Valido anche per uso topico, si applica per migliorare la condizione generale della pelle in particolare per curare l’acne.
In Tibet lo zafferano è spesso un ingrediente degli incensi medicinali e l’Iran, il più grande produttore al mondo di zafferano, sta investendo moltissimo nella ricerca di possibili usi medicinali. Uno dei suoi gruppi di ricerca guidato da Shahin Akhondzadeh, dell’Ospedale Psichiatrico Roozbeh presso l’Università di Teheran di Scienze Mediche, ha studiato l’uso di diversi farmaci ed erbe per i disturbi mentali come la depressione, l’ADHD, l’Alzheimer, l’autismo, la dipendenza da oppiacei, l’epilessia. I risultati clinici suggeriscono che lo zafferano è un antidepressivo sicuro ed efficace e, in uno studio randomizzato, 30 mg di estratto in capsule per 6 settimane hanno portato a riduzione significativa della depressione rispetto a quelli trattati con placebo, e lo hanno fatto senza effetti collaterali evidenti. In un ulteriore lavoro preliminare lo zafferano è stato confrontato con la fluoxetina, impropriamente meglio nota come Prozac, e si è constatato che produce gli stessi effetti benefici del farmaco. Studi comparati fra Iran e Giappone hanno infine confermato un attività anticonvulsivante nel suo estratto.
E noi milanesi ben sappiamo come lo zafferano favorisca la produzione di endorfine e serotonina nella sua versione risotto giallo, con o senza ossobuco…Cesec CondiVivere 2015.05.20 Oro rosso delle Alpi 002Unimont, l’Università della Montagna di Edolo, per favorire formazione, dialogo e confronto su tematiche multidisciplinari funzionali allo sviluppo delle aree montane ha avviato lo studio sulla produzione dello zafferano nelle Alpi, per dare risposta a piccoli e piccolissimi produttori di Valcamonica, Valtrompia e Valtellina che autonomamente ne avevano iniziato la coltivazione sperimentale, chiedendo successivamente all’università il necessario supporto per definire la qualità ed ottimizzare il processo produttivo.
Sulla scorta di quell’esperienza è nato il manuale tecnico-scientifico di produzione dello zafferano L’Oro Rosso delle Alpi, che rappresenta un’accurata recensione di quanto noto in letteratura, sperimentato ed emerso dalle esperienze condotte in campo dai produttori, dagli studenti e dagli autori che hanno analizzato campioni, raccolto ed elaborato dati per delineare i caratteri di una produzione di pregio che a pieno titolo può inserirsi nel paniere di un’azienda agricola multifunzionale montana.
Il libro, interessante anche per lettori non specializzati, è disponibile in formato cartaceo presso la Segreteria dell’Università della Montagna.

Lorenzo Pozzi

I padroni del nostro cibo

Diffuso da Altreconomia pochi giorni prima dell’apertura di Expo 2015 è stato realizzato da Andrea Rosellini e Margherita Brunori.Cesec CondiVivere 2015.05.19 i padroni del nostro cibo 001Sono solo 22 pagine, anzi schede grafiche, che raccontano il viaggio del cibo dalla terra, o per meglio dire dalla chimica, al piatto, presentando le multinazionali che gestiscono il mercato badando solo al profitto, vale a dire le stesse che all’Expo 2015 millantano di salvare l’umanità mentre hanno a cuore solo i loro interessi.
il viaggio nell’agricoltura inizia dalle imprese depositarie esclusive di sementi, pesticidi e fertilizzanti e prosegue toccando verdura, frutta, carne, caffè, banane.
Si passa infine all’analisi della filiera, che lascia ogni rischio d’impresa, commerciale e finanziario in capo agli agricoltori.
Un documento di denuncia che conviene avere a portata di mano quando andiamo a fare la spesa, liberamente scaricabile dal sito di Altreconomia seguendo questo link.

Lorenzo Pozzi